La Patente

La Patente

Per il mese di giugno di Retabloid è uscito un mio racconto di copertina. Del perché non ho mai preso la patente e del perché (molto probabilmente) mai la prenderò. A suggellare la nuova collaborazione con il mio agente, Leonardo Luccone, per Oblique Studio.

«A dicembre ti lascio la macchina.» Intende la Mazda. Una grossa supposta verde parcheggiata nel cortile, sotto il sole. Non si aspetta veramente che io gli risponda, litigheremmo per ore. Annuisco e guardo per terra. «Potresti prendere la patente quest’estate. Hai detto che hai tempo, no?» «Ho detto che avrei avuto tempo di venirvi a trovare.» «Beh, una cosa non esclude l’altra» taglia corto nonno. Mi tocca il ginocchio e si alza. «Via, andiamo a farci un giretto.»

Intende che devo guidare io. Perché la cosa che lo manda ai matti è che io la macchina la so pure guidare. Me l’ha insegnato lui. Ogni estate, da quando le mie gambe erano abbastanza lunghe da raggiungere i pedali. Facevamo infinite scorribande sui colli di Volterra, subito dopo pranzo, quando il caldo diventava insopportabile e la gente si metteva a riposare. Era il suo contributo alla mia educazione. Adesso, a ventotto anni e senza patente, per lui rimango un ragazzino. Mi alzo e lo seguo. Fa già caldo, anche se è solo marzo. Di fatto, il «giretto» è sempre stato una scusa per uscire di casa.  (…)

Per continuare a leggere: Retabolid giugno 2017